Il Libro Bianco sulle bronchiectasie

11 Il libro bianco sulle bronchiectasie Prevalenza e incidenza in Italia e nel mondo Le bronchiectasie (BE) rappresentano una patologia respiratoria la cui prevalenza, spesso sottostimata, è in costante aumento. In Italia, secondo un recente studio condotto su una popolazione di oltre un milione di soggetti, la prevalenza è di 163 casi per 100.000 abitanti, con un'incidenza di 16,3 nuovi casi per 100.000 persone per anno. La prevalenza è più alta nelle femmine (178 vs. 147 per 100.000 abitanti) e aumenta significativamente con l'età, raggiungendo il picco massimo di 466 casi per 100.000 abitanti nei soggetti over 75 anni (497 per 100.000 abitanti nei maschi e 446 per 100.000 abitanti nelle femmine). Questi dati collocano l'Italia in una posizione intermedia nel panorama europeo, tra la più bassa prevalenza della Germania (67 casi per 100.000 abitanti) e quella più elevata del Regno Unito (566 casi per 100.000 abitanti nelle femmine e 485 per 100.000 abitanti nei maschi). Nel Sud Europa, la Catalogna mostra una prevalenza superiore a quella italiana, con 362 casi per 100.000 abitanti. A livello mondiale si osserva un'ampia eterogeneità nei dati di prevalenza, che variano da 52,3 a più di 1.000 casi per 100.000 abitanti. In Asia, per esempio, la prevalenza oscilla tra 76 e 1.249 casi per 100.000 abitanti, con notevoli differenze tra i vari Paesi. Negli Stati Uniti, la prevalenza è aumentata da 52,3 a 714,0 per 100.000 persone tra il 1999 e il 2014, con uno studio che ha rilevato una prevalenza complessiva di 1.106 per 100.000 persone nel periodo 2000-2007. L'eterogeneità epidemiologica può essere ricondotta a molteplici cause. Le differenze metodologiche nella raccolta dati e negli algoritmi di identificazione dei casi giocano sicuramente un ruolo importante, così come le variazioni geografiche nella distribuzione della malattia. Un altro fattore significativo è la diversa accessibilità alle tecniche diagnostiche nei vari paesi, accompagnata da differenti livelli di consapevolezza della malattia tra gli operatori sanitari. Non va sottovalutato anche l'impatto delle variazioni nella distribuzione delle comorbidità e dei fattori di rischio nelle diverse popolazioni. Nell'arco di un decennio (2005-2015) la prevalenza in Italia è più che raddoppiata, passando da 62 a 163 casi per 100.000 abitanti. Questo trend in aumento è stato osservato anche in altri Paesi, suggerendo un reale incremento della malattia o quantomeno una migliore capacità nella diagnosi. CAPITOLO 2 Giovanni Sotgiu Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Farmacia - Università degli Studi di Sassari Epidemiologia CAPITOLO 2

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